Diritto Penale parte speciale: come studiarlo? | Studiare Diritto Facile

Se hai l’impressione che il diritto penale parte speciale sia una materia difficile da affrontare, molto nozionistica dove spesso, reati molto simili si sovrappongono uno all’altro rischiando di confonderti le idee, leggi con attenzione questo articolo.

Ti darò dei consigli pratici per:

  1. creare dei validi schemi di diritto penale parte speciale, oltre a darti delle indicazioni ti allegherò uno schema che esemplifica il reato di omicidio;
  2. esporre il diritto penale parte speciale al meglio quando devi parlarne in occasione di un esame o di un concorso con l’aiuto del codice (annotato o meno).

Diritto penale parte speciale e parte generale: quali differenze

Prima di procedere a chiarire come studiare al meglio la parte speciale del diritto penale conviene però fare un piccolo passo indietro e spiegare esattamente cosa si intenda per “diritto penale parte speciale”. Soprattutto è opportuno chiarire in cosa si differenzi dal “diritto penale parte generale”.

Per diritto penale parte generale si intende: l’insieme delle regole concernenti la norma penale, le condizioni generali della responsabilità penale e la struttura del sistema sanzionatorio. La parte generale del diritto penale è trattata, nel nostro ordinamento, dal codice penale Rocco agli articoli dall’1 al 240.

Per diritto penale parte speciale si intende invece l’insieme delle norme incriminatrici e delle corrispondenti previsioni sanzionatorie. La parte speciale del diritto penale è trattata, nel nostro ordinamento dal codice penale Rocco agli articoli che vanno dal 241 all’ultimo articolo del codice (che al momento è l’art. 734 bis).

Facciamo un esempio per chiarire meglio a chi non è un addetto ai lavori in cosa concretamente si sostanzi il diritto penale parte speciale rispetto al diritto penale parte generale.

Rientra nella prima categoria (diritto penale parte speciale) l’art. 422 che prevede il reato di strage. Questo reato è un reato che richiede il dolo specifico quale elemento soggettivo. Cosa sia il dolo specifico nel reato di strage non si ricava però dall’art. 422 ma dalle previsioni dell’art. 43, ovvero quella norma di diritto penale parte generale che si occupa dell’elemento psicologico del reato (qualunque reato! Strage, omicidio, furto ecc.).

Insomma nel nostro ordinamento vige il principio di frammentarietà che impedisce che la parte speciale del diritto penale si attui da sola come sistema autonomo. In altri termini esiste un rapporto di integrazione reciproca tra diritto penale parte generale e diritto penale parte speciale, senza che tra le due parti ve ne sia una subordinata all’altra.

Da questa premessa quindi capisci chiaramente come, per studiare diritto penale parte speciale sia fondamentale ricordare e conoscere diritto penale parte generale. Questa è la ragione per cui all’università di solito si studia prima la parte generale e poi la parte speciale e mai il contrario.

Ovviamente è bene seguire sempre questa logica nello studio del diritto penale altrimenti sarà praticamente impossibile capire i singoli reati.

Se devi studiare diritto penale parte speciale e hai già dato diritto penale parte generale (perché magari questi due esami erano suddivisi in due prove separate) ti invito a fare un veloce ripasso della parte generale prima di affrontare la parte speciale.

Puoi trovare dei ripassi di diritto penale parte generale in questi miei tre video:

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Per scaricare invece degli schemi di diritto penale parte generale già realizzati con il metodo diritto facile ti invito a cliccare qui.

Riassunti di diritto penale parte speciale

Non importa se dovrai affrontare una prova orale o una prova scritta in materia di diritto penale parte speciale; in qualsiasi caso il tuo obiettivo è quello di dimostrare di conoscere agevolmente gli elementi strutturali del reato. Per fare questo, paradossalmente, è molto più importante avere ben chiare le basi del diritto penale parte generale che non impararsi a memoria un manuale di diritto penale parte speciale.

Questa regola vale soprattutto se nella prova che devi affrontare ti è concesso l’uso del codice (anche non commentato), come accade nella seconda prova dell’esame di stato di avvocato. Se infatti, hai a disposizione un codice (annotato o meno) e delle buone basi di diritto penale parte generale, fare un buon tema di diritto penale parte speciale sarà piuttosto semplice.

A prescindere da come il tuo manuale tratti la materia c’è solo un modo per schematizzare ed esporre il diritto penale parte speciale in modo ordinato e compiuto, ecco quali step seguire:

  • imparare la fattispecie nel suo tenore letterale; in altri termini prendi il codice e leggiti bene l’articolo; se in occasione della tua prova non hai a disposizione il codice cerca di imparare a memoria almeno i suoi elementi essenziali.
  • individua il bene giuridico tutelato, questo significa riuscire a rispondere a una domanda ben precisa: perché il legislatore ha ritenuto opportuno sanzionare questa azione/omissione?
  • individua il soggetto attivo, ovvero individua il “chi” compie l’azione o l’omissione. In questa fase è importante chiamare le cose con il loro nome pertanto assicurati di sapere bene la differenza tra reato comune e reato proprio. Se hai il codice sottomano vedrai che molto spesso il reato è facilmente identificabile come comune perché inizia con l’incipit “chiunque” (ovviamente questa regola può subire qualche eccezione, nel senso che magari l’articolo inizia con il “chiunque” ma poi prevede che il soggetto attivo abbia una particolare qualifica).

    A questo punto capito se il tuo reato è comune o proprio possono aprirsi tre strade
    • è reato comune: ne dai atto e procedi con il punto 4;
    • è reato proprio: se opportuno soffermati nello spiegare sinteticamente che tipo di qualifica deve avere il soggetto attivo magari precisando cosa si intende per “coniuge” o “tutore” in quel determinato caso oppure richiamando specifiche norme di legge, ad esempio gli artt. 358 e 359;
    • non è chiaro se sia reato comune o reato proprio: anche in questo caso danne atto (se ne sei in grado!). Guarda per esempio questa esposizione dell’art. 593 c.p. 
  • individua l’elemento oggettivo; questo significa spiegare il come del reato. Come si realizza la fattispecie? Quale è la condotta? Se c’è un evento, come si manifesta? Anche in questo caso avere la possibilità di utilizzare il codice durante l’esame è di molto aiuto in quanto si tratta di spiegare ad esempio cosa significa “omette di darne avviso” (per citare il reato ex art. 593 già menzionato poco fa).

    Che tipo di avviso serve? Formale? Informale? A chi? Alle autorità? A chiunque passi di lì in quell’istante? Ancora una volta conoscere la parte generale ti sarà di aiuto in quanto potrai sfoggiare con appropriatezza frasi del tipo “il reato in esame è un reato di danno/di pericolo” – “il pericolo è concreto/presunto”- “si tratta di un reato commissivo/omissivo proprio/omissivo improprio” ecc. Se si tratta di un reato non meramente causale ma di un reato di evento ci si dovrà quindi soffermare sull’analisi dell’evento che è previsto dalla norma.

    Se ci sono aspetti rilevanti in ordine al nesso di causalità si potranno analizzare ulteriormente anche questi. Come ricorderai infatti dalla parte generale il nesso di causalità è una componente dell’elemento oggettivo del reato;
  • individua l’elemento soggettivo. Il primo passo da fare è capire se la fattispecie che stai descrivendo sia punita a titolo di dolo o di colpa. Anche in questo caso le tue reminiscenze di parte generale ti aiuteranno e ricorderai che ai sensi dell’art. 42 c.p. la regola è che tutti i reati sono puniti a titolo di dolo e solo se espressamente previsto possono essere punti anche in caso di colpa. Le contravvenzioni invece sono sempre punite sia se commesse con dolo o con colpa.

    Di conseguenza se il tuo reato non è una contravvenzione o nulla dice in ordine alla possibilità che il soggetto agente sia punti anche a titolo colposo (o preterintenzionale) evidentemente l’elemento soggettivo è solo doloso. Se così è dovrai precisare se il dolo richiesto deve essere dolo generico o specifico. Per capirlo, ferme restando tutte le ambiguità interpretative che possono ingenerare certi reati, basta sapere se la norma richiede “qualcosa di più oltre al fatto tipico”.

    Questo qualcosa in più è spesso segnalato da spie “finalistiche” del tipo “al fine di trarne profitto” (art. 624), “per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto” (art. 628, 630). Successivamente se la fattispecie lo richiede andrà approfondita la sua compatibilità con il dolo eventuale/alternativo ecc. Chiaramente ancora una volta è fondamentale ricordare i tipi di dolo pertanto un ripasso di questo aspetto nella parte generale (anche se non è in programma) è fondamentale!

Questi sono gli elementi strutturali, le colonne portanti tramite le quali costruire un’esposizione coordinata e coerente del reato. Ovviamente questo è il minimo sindacale, potrai di volta in volta integrare la tua esposizione con precisazioni giurisprudenziali, l’analisi di aggravanti e qualsiasi altro elemento rilevante ti sia richiesto dalla traccia o tu abbia individuato come fondamentale. In fase di schematizzazione potrai sempre affrontare questi elementi con le 11 categorie del metodo Studiare Diritto Facile.

A questo punto per aiutarti a capire meglio cosa intendo quando parlo di utilizzare questi step per realizzare uno schema ben fatto non mi resta che invitarti a cliccare nell’immagine qui sotto per scaricare lo schema del reato di omicidio tratto dal manuale di diritto penale parte speciale Cocco-Ambrosetti.

Su quale manuale studiare diritto penale parte speciale

A questo punto vediamo su quale manuale conviene studiare diritto penale parte speciale. Se devi affrontare questa materia nel contesto di un esame universitario ovviamente il suggerimento che ti do è assolutamente di studiare sul manuale che ti ha indicato il docente senza ricorrere a compendi/ipercompendi delle case giuridiche più “commerciali” pensati prevalentemente per esami o concorsi. Questi prodotti possono essere idonei per un ripasso ma non possono assolutamente sostituire il tuo manuale.

Se quindi hai un tuo manuale universitario in adozione ti invito a fare gli schemi seguendo la traccia che ti ho riportato sopra.

I manuali più utilizzati nelle università sono tra gli altri:

  1. FIANDACA, MUSCO, Diritto penale parte speciale
  2. ANTOLISEI, Diritto penale parte speciale
  3. MANTOVANI, Diritto penale parte speciale
  4. BARTOLI, PELLISSERO, SEMINARA, Manuale di diritto penale. Parte speciale.

Come potrai notare se ricerchi nelle librerie questi manuali, si dividono in due o più volumi.

Questa suddivisione si giustifica con il fatto che gli autori tendono a raggruppare in diversi testi i delitti contro il patrimonio da un lato, quelli contro la persona dall’altro e quelli che offendono beni di natura «superindividuale», di pertinenza dello Stato o della comunità.

In molti casi può accadere che il docente chieda poi l’approfondimento di altri delitti rispetto a quelli previsti dal codice penale.

Come probabilmente saprai infatti il nostro codice penale (nella parte speciale) non esaurisce tutte le fattispecie di illeciti penali previste dal nostro ordinamento. Al contrario moltissime si trovano in altri testi normativi (le cosiddette leggi speciali); è il caso, per esempio dei reati fallimentari, dei Reati da illeciti amministrativi in materia tributaria, reati in materia di lavoro, ambientale ed urbanistica.

Anche in questo caso le indicazioni che ti ho dato sopra restano assolutamente valide per realizzare uno schema dei singoli reati che sia ottimale.