Legal Design: cos'è e perché serve | avv. Silvia Zuanon

Sempre più spesso si sente parlare di Legal Design, sembra sia la vera nuova moda nel settore giuridico… ma di cosa si tratta esattamente? Ne parliamo in questo nuovo post.

Legal design: definizione

Quante volte ti è capitato di leggere delle condizioni di contratto e non capirci nulla? Quante volte ti sei imbattuto in una norma oscura? Quante volte hai provato a cimentarti nella lettura di un testo giuridico e hai desistito?

Questo capita ogni giorno e chi ne risente di più, ovviamente, sono coloro che non sono avvezzi al lessico giuridico.

Eppure le norme sono ovunque ed ovunque è la loro applicazione nella Società. La legge dovrebbe essere chiara per tutti, chi la interpreta dovrebbe poter essere compreso da tutti!

Il Legal Design cerca (finalmente) di dare risposta a queste problematiche, partendo dal presupposto che le norme, gli atti e i provvedimenti giuridici, i contratti e qualsiasi altro documento legale in genere, molto spesso (per non dire di regola) non sono facilmente accessibili all’utente finale.

La Legal Design Alliance (community di avvocati, designer, accademici ed altri professionisti che sono impegnati nel rendere il sistema legale più “umanocentrico” ed efficacie mediante l’uso del design) definisce il Legal Design come:

un approccio interdisciplinare incentrato sull’uomo, volto a prevenire o risolvere il problema legale. Questo approccio dà la priorità al punto di vista degli utenti della legge – non solo avvocati e giudici, ma anche cittadini, consumatori, aziende, ecc.

Il Legal Design è un ambito multi disciplinare che riduce la complessità della comunicazione legale, trasformandone il modo di essere concepita ed il modo di essere percepita all’esterno, rendendola comprensibile e subito utile per l’interlocutore finale, che non deve preoccuparsi di decodificarla.

legal design come non si fa

L’obiettivo del Legal Design ovviamente non è solo quello di rendere il lessico giuridico più comprensibili in termini lessicali. Fare Legal Design non significa solo tradurre un testo dal “legalese” alla lingua normale (quella che gli addetti ai lavori chiamano “plain language”).

Legal Design è anche e soprattutto un processo di architettura informativa, di costruzione (anzi molto più spesso di destrutturazione) dell’informazione giuridica al fine di rendere questa informazione:

  1. Accessibile al maggior numero di utenti possibili (anche e soprattutto non dotati di competenze giuridiche)
  2. Facilmente fruibile e quindi più dominabile, gestibile, suscettibile di applicazioni che originariamente le erano estranee (si pensi a quelle digitali).

Di cosa si occupa il legal design esattamente

Il Legal Design sicuramente si occupa di linguaggio ma lo fa su diversi piani:

  1. Sul piano lessicale: il Legal Design infatti impone di superare il linguaggio tecnicistico (e a volte anche tecnico) per muoversi verso la plain language o addirittura per muoversi verso le immagini o il coding;
  2. Sul piano strutturale: il Legal Design è soprattutto un modo di strutturare l’informazione secondo un processo molto semplice che consiste nella rimozione della complessità dell’esperienza finale dell’utente per fornire quello di cui ha davvero bisogno: la risposta ad una domanda ben precisa. La soluzione ad uno specifico problema;
  3. Sul piano formale: Legal Design infatti è anche presentare il contenuto legale con una forma diversa da quella a cui siamo normalmente abituati (es. utilizzo di infografiche, manipolazione dell’informazione e output generato da un software);

Attenzione però a non confondere il Legal Design con una sorta di “estetica giuridica”. Legale Design non è semplicemente impaginare bene un documento legale.

Un documento legale può essere impaginato dal miglior graphic designer del mondo ma se resta non accessibile, non comprensibile, se non dà la soluzione ad un problema, se non aiuta a focalizzare e memorizzare la soluzione, se è ambiguo e confonde, quello resterà sempre un documento che non ha subito alcun processo di Legal Design. Tutt’al più potremo dire che ha subito un restyling formale.

Legal Design: esempi

Cerchiamo di capire meglio cos’è il Legal Design usando degli esempi.

L’esempio forse più semplice, conosciuto, assodato e riuscito di Legal Design lo abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni ed è costituito dalla segnaletica prevista dal codice della strada: un segnale univoco, sintetico, immediato, facilmente leggibile e visibile veicola un precetto legale ben preciso.

legal design segnaletica

Ebbene sì, piaccia o non piaccia il Legal Design non è una novità degli ultimi anni… in qualche settore è da sempre un bisogno, un punto di arrivo che esiste da tempo immemore.

Facciamo un altro esempio di tutt’altra natura.

Immaginiamo di avere un atto giudiziario da leggere in cui è contenuta una lunga cronistoria, allegati tantissimi documenti e riportata molta giurisprudenza a supporto della tesi di chi lo scrive. Una banale operazione di Legal Design potrebbe essere anche solo rendere quel documento leggibile inserendo dei collegamenti ipertestuali al suo interno che consentano di cliccare sul documento citato e aprirlo immediatamente o di cliccare su una massima giurisprudenziale e poterla leggere per esteso.

È una banalità? Forse, eppure il Decreto 8 marzo 2018 n. 37 (che ha modificato il D.M. 55/2014 sulla determinazione dei parametri di liquidazione dei compensi per la professione forense) ha introdotto l’art. 1, comma 1-bis,che prevede un aumento del 30% dei compensi dell’avvocato quando “gli atti depositati con modalità telematiche sono redatti con tecniche informatiche idonee ad agevolarne la consultazione, la fruizione e, in particolare, quando esse consentono la ricerca testuale all’interno dell’atto e dei documenti allegati, nonché la navigazione all’interno dell’atto”. Ebbene sì, se l’avvocato “facilita” il giudice rendendo più accessibile il contenuto dei suoi atti può chiedere che gli sia liquidato un compenso maggiorato.

Effettivamente la chiarezza e la semplificazione non hanno prezzo!

Al Legal Design si è recentemente aperto anche il settore assicurativo in cui, a seguito del recepimento della Direttiva IDD, è stata modificata la normativa in materia di informativa precontrattuale imponendo alle Compagnie di fornire tutte le informazioni necessarie alla stipulazione del contratto in modo più semplice e accessibile al consumatore. Ecco come si presenta il DIP – Documento informativo precontrattuale dei contratti di assicurazione danni di un’assicurazione che ha certamente visti applicati i principi del Legal Design.

legal design DIP

Ulteriore applicazione del Legal Design la possiamo trovare nella divulgazione di norme ad un utente finale non specializzato in una certa materia. Si pensi ad esempio, in tempi di pandemia, ai mille modi visivi con cui è stata veicolata l’informazione contenuta nei vari DPCM o nelle raccomandazioni ministeriali:

legal design comunicazioni istituzionali

Ancora, Legal Design può essere il presentare una norma tecnica in modo grafico anziché solo tramite il testo. Per spiegare qual è il punto a partire dal quale deve essere calcolata una fascia di rispetto fluviale io posso scrivere: “La fascia di rispetto fluviale decorre dal piede esterno degli argini e loro accessori” oppure posso riportare questo disegno di un argine in sezione:

legal design fascia rispetto fluviale

Nell’ambito della didattica il metodo Studiare Diritto Facile è a sua volta una forma di applicazione del Legal Design al testo giuridico per propositi di studio. Come spiego nel mio e-book Studiare Diritto è impossibile se non sai come farlo per poter studiare il diritto (senza limitarsi a impararlo mnemonicamente ed in modo acritico) è necessario interrogare il testo giuridico ponendo delle domande ben precise. Solo a quel punto si possono ricavare delle risposte che, una volta individuate potranno essere organizzate in uno schema. Lo schema per essere ben fatto deve passare attraverso un’operazione di “reverse engineering”.

legal design sdf

Applicando i principi del Legal Design ho dato vita alle mie pubblicazioni di “diritto civile visivo”, di “diritto penale visivo”, al compendio illustrato di diritto e tecnica assicurativa nonché a tutti i focus schemi che puoi trovare qui.

Ultima e non meno importante applicazione del Legal Design la troviamo nel settore digitale. In tutte le occasioni in cui una norma, un servizio giuridico, una verifica di conformità normativa (ecc.) deve scontrarsi con lo strumento informatico necessariamente il diritto deve sgretolarsi in mille pezzi e ricomporsi dentro i pattern lineari del coding.

Legal Design è quindi lo strumento che serve per realizzare strumenti come: un software in grado di generare automaticamente dei template di contratti sulla base di informazioni inserite dall’utente, una app che realizza automaticamente due diligence su documenti pre-inseriti dall’utenti, un software in grado di svolgere una ricerca giurisprudenziale a partire da un dato quesito giuridico.

I principi del Legal Design

Una delle “madri” del Legal Desing (Margaret Hagan), Direttrice del Legal Design Lab e docente presso lo Stanford Institute of Design ha così teorizzato i 6 principi del Legal Design che riporto qui di seguito e che è possibile trovare in lingua originale qui.

1. RENDERE GLI UTENTI DEI SERVIZI LEGALI PIÙ RESPONSABILIZZATI E INTELLIGENTI

Molte persone vogliono più input e supervisione del processo che stanno attraversando. Vogliono un rapporto di collaborazione con il loro avvocato. Un buon Legal Design aiuterà l’utente a capire cosa sta succedendo e a trovare la giusta strategia per affrontarlo. Fornisci ai tuoi utenti più strumenti per comprendere il sistema legale, per elaborare scenari su come agire e per collaborare con il proprio avvocato.

2. PRESENTA L’INFORMAZIONE LEGALE COME UN VIAGGIO ATTRAVERSO UN PROCESSO PER RESPONSABILIZZARE CHI NE È COINVOLTO

Mostra a una persona come funziona il sistema passo dopo passo. Come in un gioco da tavolo, mostra i vari percorsi e quali sono i punti di inizio e fine. La metafora di un viaggio è potente e risonante per i non addetti ai lavori che incontrano il sistema legale. Un buon progetto legale utilizzerà questa metafora del viaggio e mostrerà chiaramente qual è il percorso indicato dall’utente, in modo che l’utente capisca cosa sta succedendo, dove potrebbe portare e chi sta facendo cosa.

3. FAVORISCI UN RAPPORTO DI COLLABORAZIONE TRA LA PERSONA E L’AVVOCATO

In passato, gli avvocati spesso consideravano essi stessi l'”adulto” e il cliente il “bambino”, nascondendo i dettagli, non spiegando perché stavano facendo le cose e non aspettandosi che questi “clienti bambini” contribuissero molto.

Quello a cui si assiste nella ricerca effettuata sugli utenti, tuttavia, è che molti tipi di persone vogliono avere un ruolo più attivo nella propria difesa. Vogliono raccogliere informazioni, comprendere le loro opzioni e strategie e supervisionare il processo che il loro avvocato (o un altro avvocato) sta portando avanti.

Un buon legal design dovrebbe fornire strumenti, strategie e modelli per relazioni che possono essere più bidirezionali piuttosto che unidirezionali e che diano alle persone un senso di trasparenza e dignità quando interagiscono con i professionisti che le rappresentano.

4. FORNISCI SEMPRE UNA VISTA “A VOLO D’UCCELLO”

Quando parli ai non addetti ai lavori di ciò che li riguarda, fornisci costantemente una mappa del territorio legale. Loro desiderano vedere una versione rimpicciolita di come appare il terreno legale su cui si trovano, come se stessero utilizzando Google Map. Fornire una vista a volo d’uccello a una persona consente di comprendere il contesto e il motivo per cui sta facendo ciò che sta facendo. Un buon design darà prospettiva e trasparenza sul sistema in cui l’utente è inserito e sui percorsi a sua disposizione.

5. SII SEMPLICE DAVANTI E INTELLIGENTE DIETRO

Qualsiasi strumento o interfaccia dovrebbe fornire a una persona un percorso guidato e limitato da seguire. Le persone non vogliono che vengano messe a disposizione troppe scelte: vogliono che gli venga detto qual è la strategia migliore per loro (e per la maggior parte delle persone) e poi seguirla. Dare troppe opzioni o informazioni ostacola il coinvolgimento attivo dell’utente. Sfrutta la ricerca, i dati e i test degli utenti per capire quale sia il modo migliore per semplificare i contenuti e suggerire i valori predefiniti. Compi il lavoro di fare scelte strategiche e di ridurre le informazioni all’essenziale, piuttosto che scaricare tutto il contenuto e le scelte sull’utente finale.

O, ancora meglio, impara dal comportamento passato di una persona e dalle preferenze espresse per offrire l’esperienza semplificata, specifica per il tipo di utente che hai davanti.

È comunque possibile presentare i dettagli o le scelte non predefinite mediante “collegamenti ipertestuali” o nelle fasi successive del processo (disclosure dell’informazione al momento opportuno), in modo che i dettagli siano presenti, ma non disturbino la maggioranza di utenti che vuole seguire il percorso predefinito.

6. FORNISCI PIÙ MODALITÀ CHE CONSENTONO ALLE PERSONE DI PERSONALIZZARE LA PROPRIA ESPERIENZA

Sappiamo che non a tutte le persone piace ricevere le informazioni allo stesso modo. Alcune persone sono visive, ad altre piace leggere. Ad alcuni piace essere totalmente al comando e approfondire le ragioni e le informazioni di base. Altri vogliono rimanere di alto livello e delegare l’analisi e il processo decisionale ad altri. Altri ancora sono inclini alla tecnologia o ai dispositivi mobile, mentre c’è chi vuole un supporto cartaceo.

Un buon design renderà lo stesso contenuto disponibile in più modalità, per tenere conto di questi diversi tipi di utenti. Ciò significa investire nel trasferire il contenuto di base su più piattaforme: documenti, poster, brochure, report, siti Web ottimizzati per dispositivi mobili, SMS, Facebook, WhatsApp e oltre. Ovunque siano i tuoi utenti target, vai lì e presenta i tuoi contenuti in quel formato.

Chi si occupa di Legal Design?

A questo punto è lecito domandarsi chi è il legal designer? Chi si occupa di Legal Design?

Un mostro mitologico mezzo giurista e mezzo designer? Forse, in qualche modo si.

Come abbiamo visto sopra il Legal Design è per sua natura un approccio multidisciplinare, nasce dall’applicazione al mondo del diritto dei principi tipici dell’information design, del design thinking, dello story telling ecc.

La verità però è che per diventare Legal Designer è sufficiente iniziare ad applicare i principi che abbiamo visto nella propria attività. In alcuni casi il giurista dovrà chiedere aiuto al designer, in altri casi ce la potrà fare da solo.

Nulla esclude ovviamente che si verifichi il processo inverso ovvero che il designer, il programmatore, il video maker si approccino al mondo del diritto e lo rendano accessibile all’utente finale. In alcuni casi ce la faranno da soli in altri dovranno chiedere aiuto ad un giurista.

Fanno parte di questo mondo i professionisti di diversi settori: giuristi (avvocati, magistrati, docenti), giornalisti, esperti di comunicazione, scrittori, designer, web designer, graphic designer, information consultant, etc…

Legal Design in Italia è possibile?

Come abbiamo visto il Legal Design non solo inizia ad esistere in Italia ma anche ha già trovato numerose (a volte forse inconsapevoli) applicazioni.

Sicuramente di Legal Design c’è bisogno su più livelli:

  • primo fra tutti quello normativo, nella produzione delle fonti. Credo che il caos imperante nella produzione normativa sia una piaga indiscussa, sotto gli occhi di tutti.
  • in secondo luogo su un piano amministrativo. Come abbiamo visto il Legal Design è anche e soprattutto semplificazione, informazione accessibile, digitalizzazione… chi più dell’amministrazione italiana ne ha bisogno?
  • in terzo luogo il Legal Design dovrebbe attraversare profondamente e radicalmente tutti coloro che operano all’interno del potere giudiziario e con esso si interfacciano. Se la norma è oscura l’interpretazione della norma non può essere più confusa della norma stessa.
  • di Legal Design ha bisogno la formazione e la didattica. Ne hanno bisogno le accademie e le università se vogliono formare dei professionisti operativi, efficaci, con le idee chiare in grado di fornire reale supporto a chi si rivolge loro.

Di Legal Design ne hanno bisogno infine i giuristi in genere, primi tra tutti gli avvocati. Non possiamo infatti nasconderci che la professione del legale è cambiata. L’obiettivo dell’avvocato non è più (o non è più solo) quello di vincere le cause; l’avvocato deve porsi come primo obiettivo quello di intercettare gli elementi di crisi anticipando soluzioni che evitino all’utente di retare intrappolato tra le maglie della giustizia. Per fare questo anche il suo modo di comunicare, la sua strategia il suo promuoversi e proporsi deve cambiare.

In definitiva pertanto ritengo che il Legale Design in Italia non solo sia possibile ma sia addirittura doveroso.