Coronavirus: chiusura temporanea delle Università (e suggerimenti) - Studiare Diritto Facile

A seguito dell’individuazione di alcuni casi di Coronavirus (COVID-19) in Italia, diverse regioni italiane hanno preso la decisione di sospendere le lezioni negli atenei universitari. In questi giorni moltissime persone si stanno chiedendo se e quanto sia realmente il caso di preoccuparsi. Ci si chiede cosa succederà, quanto questa situazione cambierà le nostre vite e che cosa si può fare. Nel mio piccolo, desidero condividere con te le risposte che mi sono data personalmente per affrontare questa situazione. 

Sospensione delle lezioni universitarie

In via precauzionale, a causa dell’individuazione di casi di Conavirus in Italia, a seguito del Decreto-legge del Governo (d.l. n. 6 del 23 febbraio 2020) sono sospese le attività didattiche e le sedute di laurea delle università. A prendere tali provvedimenti sono state, prima, le università del Veneto e successivamente, dopo i primi casi di contagio, anche quelle della Lombardia, la cui sospensione delle lezioni universitarie è stata reso nota da Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo e Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Lombarde.

Hanno seguito le università del Piemonte, dell’Emilia-Romagna e l’università di Genova, il cui rettore dell’Ateneo ha fatto sapere di volersi adeguare alle precauzioni adottate dalle altre università.

Le attività didattiche (lezioni, esami di profitto e sedute di lauree) saranno sospese per una settimana, a partire da lunedì 24 febbraio fino a sabato 29 febbraio compresi. 

Attenzione alla bufala. Sì, perché nelle ultime sta girando in rete e nelle chat tra studenti un falso comunicato stampa e un falso testo dell’ordinanza del Ministero della Salute che sposta in avanti la data di riapertura delle attività di formazione didattica. 

Diffidate da questi comunicati, perché si tratta di fake news: le attività didattiche riprenderanno l’1 marzo, per quanto ci è dato sapere in questo momento [AGGIORNAMENTO AL 25/02/2020]

Cos’è il COVID-19 o Coronavirus

Innanzitutto è un virus. Cioè un tipo di parassita con cui l’umanità condivide la terra dalla notte dei tempi, a partire dal normalissimo virus del raffreddore. 

Perché allora questo virus farebbe così paura? 

Il motivo è che a differenza di altri, il Coronavirus risulta essere particolarmente bravo e rapido nel diffondersi. 

Ma attenzione: DIFFUSIONE non significa LETALITA’. 

Stando alle statistiche ufficiali e alle dichiarazioni di diversi eminenti medici, virologi, epidemiologi, questo virus ha in realtà un grado di letalità minore di altri virus famosi, fra cui la SARS ad esempio. 

Vittime in Italia da Coronavirus COVID-19

Il bilancio delle vittime e dei contagi in Italia è per forza di cose variabile e continuerà  a cambiare nel tempo. 

Quello che secondo me troppo poco viene evidenziato dai media è che tutti i casi di decesso fino ad oggi sono relativi a persone già anziane e molto delibitate. 

Come affrontare al meglio il CORONAVIRUS

Questo non significa che io ti consigli di fare l’imprudente, anzi. Il motivo l’ho trovato molto ben spiegato su un articolo di med4, da un medico rianimatore e te ne riporto la sintesi. 

Il problema del Coronavirus non è la sua gravità, dal momento che è solo 10, o forse 20, volte più serio dell’influenza. Per quali motivi è più serio dell’influenza?

  • È diverso, quindi non siamo molto abituati;
  • Gli anziani non sono vaccinati.

Quindi chi è più a rischio? Gli anziani. Come sempre. I bambini molto meno, non sono segnalati casi gravi pediatrici per il momento.

Allora, come mai ci preoccupa così tanto? Perché è MOLTO PIÙ INFETTIVO dell’influenza, ciò vuol dire che si trasmette con enorme facilità.

Ricordiamoci che la grande differenza è che il Coronavirus è estremamente più infettivo e potrebbe infettarci, anziché in 150 giorni, in 30-60 giorni. Supponiamo 60 giorni. Ricordiamo che non esistono dati certi riguardo la potenzialità di persone che esso può infettare. Bisogna tenere conto che è un virus “nuovo” e che potenzialmente potrebbe colpire fino al 60-80% della popolazione, se non vengono prese misure per contenerlo. 

Quindi facciamo qualche calcolo:

Infettività: 60% potenziale (dati stimati) = 50 milioni * 60% = 30 milioni di infetti, di cui la stragrande maggioranza inconsapevoli.

Mortalità: 1-2% stimata = tra 500.000 e 1.000.000 milione di persone. (Per chi ama la precisione 300.000-600.000).

Critici: 5% = 1.500.000 persone in 60 giorni. quindi circa 300.000 persone in terapia intensiva.

Ma abbiamo solo 4000 posti letto! Come possiamo mettere 300.000 persone in terapia intensiva quando abbiamo solo 4000 letti?

ADESSO LO AVETE CAPITO COME MAI DOVETE STARE A CASA?

Se state a casa, la gente si infetta poco alla volta. Molti non se ne accorgono. Gli altri, specialmente gli anziani, ma anche qualche giovane, noi medici e infermieri li prendiamo, li mettiamo in terapia intensiva, li curiamo e ve li restituiamo. Un poco alla volta.

Se invece tutti escono di casa il rischio è che si infettino tutti insieme e che quindi non riusciamo a gestirli, con un aumento importante della mortalità.

NON DOVETE ANDARE IN PANICO, MA PRENDETE LA COSA SERIAMENTE. STATE A CASA.

Insomma, impegnamoci a valutare dati e informazioni come farebbe un giurista: con neutralità e imparzialità.

Sì, ci sono stati dei decessi, ma in percentuale pari ad uno scarso 2% e in massima parte riferiti a persone che avevano già gravi precedenti problemi di salute. 

Sì, bisogna stare in casa, ma non per questo siamo alle soglie della fine del mondo. 

Sì, bisogna essere prudenti e al momento le università sono chiuse ma non saranno chiuse per sempre. Anzi, quando il picco del panico mediatico in corso finalmente scenderà, le università riapriranno, gli esami riprenderanno e ci saranno più sfide professionali che prima. Questa bolla di Coronavirus sta mettendo seriamente in difficoltà l’economia, più ancora che la salute. Se già prima era difficile entrare nel mondo del lavoro, dopo questa disavventura lo sarà anche di più. 

Quello che possiamo fare noi, come persone responsabili, è rispettare le regole e ragionare in modo costruttivo. 

Come di fronte ad ogni evento simil-catastrofico che l’umanità affronta, c’è chi si strappa i capelli e si mette a vivere sfrenatamente perché “tanto ormai siamo tutti nei guai” e chi invece si rimbocca le maniche e fa di più e meglio di quello che può fare in questo momento. 

Il mio consiglio? Non buttare le ore davanti a Netflix. Non buttare ore a guardare sui social o alla TV le news cosa dicono. 

Mantieniti informato ma non farti divorare dalla bolla del panico, non serve. 

PIuttosto usa questa “vacanza extra” per sistemare i tuoi appunti, studiare di più, chiederti se stai studiando con un metodo di studio efficace e semmai usare questo tempo per capire come migliorarlo. 

E naturalmente meno social e più passeggiate all’aria aperta, buone risate con gli amici o qualunque altra cosa ti faccia stare bene (in modo responsabile). 

Approfondimenti

Da dove è nato il Coronavirus COVID-19

Secondo quanto riporta il sito ufficiale del Ministero della Salute «i coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, Sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie.».

La denominazione del virus al momento sulla bocca di tutti ha visto diverse modifiche, e sono diversi gli studiosi grazie ai quali si è giunti ad attribuire allo stesso un nome definitivo riconosciuto unanimemente dalla comunità scientifica.

Per primo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus è stata chiamata COVID-19: sintesi di CO-rona VI-rus D-isease e dell’anno d’identificazione (2019).

È stato per ultimo l’International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV), ad assegnare al nuovo coronavirus il nome di “Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2” (SARS-CoV-2). A suggerire il nuovo nome, che si è sostituito a quello precedentemente definito dall’OMS, è stato un gruppo di esperti che ritiene che il nuovo coronavirus sia fratello di quello che ha provocato la Sars (SARS-CoVs), da qui il nome di SARS-CoV-2.

L’Istituto Superiore di Sanità sospetta che l’origine del nuovo corona virus sia da ricollegare ad un fenomeno chiamato spill over (o salto di specie): il fenomeno con il quale un virus, precedentemente circolante solo nel mondo animale, aumentando il suo bacino di infezione, e quindi le sue capacità di duplicazione, sia in grado di infettare la specie umana.

Il mondo medico, in un primo momento, si è interrogata sulla possibilità che l’infezione possa essere avvenuta tramite la carne di serpente, ma al momento l’ipotesi più accreditata è che l’ospite serbatoio di questo nuova coronavirus sia il pipistrello Rhinolophus sinicus (o pipistrello ferro di cavallo cinese) per via di una certa familiarità di questi pipistrelli con i coronavirus. Infatti, secondo lo studio dell’OMS, più di 500 tipi di coronavirus sono stati rinvenuti nei pipistrelli cinesi.

Decreto-legge del Governo (d.l. n. 6 del 23 febbraio 2020)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha approvato il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6.

Con il decreto governativo le Autorità competenti sono autorizzate ad adottare le misure di contenimento e gestione della situazione epidemiologica nelle zone nelle quali: 

  • risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione proveniente da un’area già interessata dal contagio; o 
  • vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio del menzionato virus.

Le misure in questione sono le seguenti:

  • il divieto di allontanamento;
  • il divieto di accesso al comune/area interessata;
  • la sospensione di manifestazioni, eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato;
  • la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole e dei viaggi d’istruzione;
  • la sospensione dell’apertura al pubblico dei musei;
  • la sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici (esclusa l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità);
  • l’applicazione della quarantena con sorveglianza attiva a chi ha avuto contatti stretti con persone affette dal virus;
  • l’obbligo per chi fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico di comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente, per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;
  • chiusura di tutte le attività commerciali (escluse quelle per l’acquisto dei beni di prima necessità);
  • chiusura/limitazione dell’attività degli uffici pubblici, degli esercenti attività di pubblica utilità e servizi pubblici essenziali;
  • utilizzo di dispositivi di protezione individuale o all’adozione di particolari misure di cautela individuate dall’autorità competente per l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità;
  • limitazione all’accesso/sospensione dei servizi del trasporto di merci e di persone;
  • sospensione delle attività lavorative per le imprese (escluse quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità e di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare);
  • Inoltre le autorità competenti sono autorizzate ad adottare ulteriori misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione del virus anche fuori dai casi elencati.

Il  mancato rispetto delle misure di contenimento previste dal decreto in questione peraltro è punito ai sensi dell’art. 650 del codice penale: ossia con la sanzione 

  • dell’arresto fino a 3 mesi; o 
  • dell’ammenda fino a € 206.